Trezeguet, il gol come unico vizio

Nel corso della nostra esistenza ci troviamo davanti a diversi interrogativi, dei bivi capaci di aprirci scenari diametralmente opposti tra loro. La morale comune è solita presentarci come dubbio più scabroso, più scomodo, quello che contrappone i valori ai risultati. Una sfida epica tra coerenza e opportunismo, tra coraggio e viltà. Oggi vogliamo celebrare un calciatore, ma in questi casi si parla prima di tutto di un uomo, capace di ottenere risultati eccellenti pur mantenendo fedeltà ai suoi valori. Oggi vogliamo rendere il giusto omaggio a David Trezeguet.

henry trezeguet

Nato in Francia da genitori argentini, David vive in questo dualismo di culture e tradizioni la propria infanzia. Muove i primi passi calcistici in Argentina, dove già 16enne è titolare nella massima categoria. A 18 anni torna in patria, da cui si era allontanato appena nato: a riportarlo qui è la chiamata del Monaco. Nel principato, Trezeguet compone una coppia allo stesso tempo giovane e talentuosa, dall’altissimo tasso tecnico, con un altro giocatore dalla storia affascinante: Thierry Henry. David vince 2 campionati in bancorosso, nel 1996-97,da gregario, e nel 1999-00, da grande protagonista. Le attenzioni del Vecchio Continente non tardano ad arrivare. A portarsi a casa “il Cobra”, sborsando qualcosa come 45 miliardi di lire, è la Juventus. Inizia così delle storie d’amore calcistico più belle del nuovo millennio.

tre juve

I numeri di David in bianconero parlano da soli, senza bisogno di commenti superflui. 171 gol in 10 stagioni, che equivalgono ad una logica media di 17 gol ad annata, con picco quei 24 gol nel 2001-02. Semplicemente lo straniero più prolifico della storia bianconera. Più di Charles, più di Sivori, più di Michel Platini. Forse, se ancora oggi lo chiamano Re David, un motivo c’è.

Ed è facile trovare una ragione valida per il soprannome Trezegol. La storia, dall’alto della sua oggettività, ne ha trovate 44, come sono le posizioni da scorrere nella classifica dei migliori marcatori assoluti della Serie A per trovare il nome dell’originario di Rouen. E si che già dalla sua città di origine, qualche sospetto si poteva cogliere. Nel borgo che ha ispirato grandi artisti (su tutti Monet),non poteva che nascere un altro estro di portata internazionale, che ha dedicato il suo talento al pallone. Un pittore, che nella ampia scelta della sua tavolozza, ha deciso di dipingere la sua vita in bianco e nero.

La storia d’amore con la Juve, finisce in un modo dolce, consensuale, in cui entrambe le parti capiscono che è il momento giusto per dirsi addio. Anzi, solo arrivederci, perché ora David è presidente del Juventus Legend, nonché ambasciatore bianconero nel mondo, continuando in giacca e cravatta un lavoro che nei fatti già faceva sul campo.

tre dopo

Già, il campo. Dopo il divorzio con la Juve, la carriera di Trezeguet continua tra la Spagna (Hercules), Emirati Arabi Uniti (Baniyas), Argentina (River Plate e Newell’s Old Boys) , più alla ricerca di nuovi gol da segnare che di veri stimoli. Cosa poter aggiungere, d’altronde, ad una carriera come la sua? Con la Nazional ha vinto tutto nel biennio d’oro tra 1998 e 2000 che lo vide conquistarsi Mondiale ed Europeo da protagonista, con un  golden gol in finale di Euro 2000 contro l’Italia che lo ha ospitato per un decennio. Italia che grazia dagli undici metri 6 anni dopo, quando Grosso e compagni si vendicano, colorando di azzurro il cielo sopra Berlino. In un palmares così manca solo la Champions League. Quella coppa dalle grandi orecchie che a Manchester nel 2003 David lascia alzare a Shevchenko, sbagliando anche in questo un rigore.

I rimpianti, però, sono la medicina di chi non sa perdere, il rifugio di chi preferisce alzare bandiera bianca piuttosto che un trofeo. Di rimpianti David non ne ha. Neanche di essere rimasto fedele nel momento di crisi alla sua Vecchia Signora, preferendo sani valori ad una facile via di fuga. Di occasioni ce n’erano, ma David è rimasto. Come altri, ha creduto in un amore spregiudicato. E ha vinto. Prima moralmente, poi sul campo. Ed oggi, giorno del suo 39esimo compleanno, è doveroso rendergli omaggio. Auguri David Trezeguet, campione dentro e fuori dal campo.

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