Tomillero, l’arbitro gay che ha vinto la sua battaglia

Jesus Tomillero arbitro gay

Jesus ‪#‎Tomillero‬, il direttore di gara omosessuale che il 9 maggio aveva deciso di interrompere la propria carriera, è tornato sui suoi passi grazie alle campagne in suoi favore.

Tomillero è stato spesso oggetto di insulti di natura omofobica e di minacce, sia in campo sia sui social. A maggio non ce l’ha fatta e ha deciso di smettere: non voleva più arbitrare. Alcune emittenti spagnole, inglesi e olandesi hanno preso a cuore la sua vicenda, la hanno raccontata al mondo e ora Jesus tornerà ad arbitrare.

Jesus TomilleroA giugno Tomillero è stato invitato a una riunione del Parlamento Europeo a Bruxelles e ha proposto l’adozione di sanzioni severissime a chi si rende protagonista di vili insulti omofobi.
La storia del 21enne arbitro di Cadice è stata marchiata anche dall’uccisione del padre, quando aveva solo tre anni. Il ragazzo è stato cresciuto dalla famiglia materna, con il nonno che ne ha preso amorevolmente cura. Un organizzazione LGBT gli ha fornito supporto e messo a disposizione un team di psicologici. Jesus ha ricevuto solidarietà da tantissime persone e ora è pronto a tornare ad arbitrare. Ma non lo farà come rappresentante della sezione andalusa, bensì entrerà a far parte della sezione di Madrid, in quanto è rimasto molto deluso dalla sua terra.

Nel match del 7 maggio tra Portuense e San Fernando Isleno, il povero Tomillero è stato vittima di una serie di insulti omofobi estremamente scurrili e non ha ricevuto l’assistenza che avrebbe sperato. La federazione andalusa ha applicato pene ridicole ai protagonisti di questi vili gesti (multe di 30 euro), che hanno fatto cadere le braccia al giovane arbitro.

Grazie alla solidarietà di tante persone e alle televisioni che hanno preso a cuore la vicenza, ora Jesus Tomillero tornerà ad arbitrare e, si spera, sarà molto più salvaguardato.

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