San Siro nerazzurro? C’è l’ok del comune. Milan, che fai?

Procede spedito il progetto dell’impero nerazzurro di Steven Zhang e Erick Thohir. Dopo aver promesso altri “ritocchi” al reparto difensivo per il mercato di gennaio (Darmian sembra veramente vicino), Suning è pronto a tornare sul delicatissimo argomento stadio.

Constatando l’immobilità dei cugini rossoneri l’Inter ha voluto chiarire la propria posizione sul restyling di San Siro con un comunicato ufficiale di Erick Thohir, apparso sul sito web dell’Inter dove, il tycoon indonesiano, ha precisato che “il progetto di un Nuovo San Siro è il percorso di questa società al fine di riportare l’nter tra i migliori 10 club al mondo. L’interesse nerazzurro può godere del determinante supporto di Suning ed è stato, tra l’altro, da poco ribadito in un incontro col sindaco Beppe Sala nel corso dell’ultima visita di Jindong Zhang e suo figlio Steven a Milano – aggiunge Thohir -.  L’inter vuole rimanere al Meazza e investirci seriamente.

Beppe Sal, neo sindaco di Milano

Beppe Sala, neo sindaco di Milano

Parole dolci per i tifosi nerazzurri che, inevitabilmente, non vorrebbero abbandonare quella che sentono come casa loro. Il comunicato di Thohir si accoda alle già nette parole del sindaco di Milano Beppe Sala che nei giorni scorsi ha ribadito come “l’amministrazione aspetterà solo qualche altro mese e, se non ci saranno novità sul fronte rossonero, parleremo direttamente con l’Inter che ha in mente di investire seriamente sul restyling di San Siro e dell’adiacente zona dell’ex-trotto”.  

A fiume, da Nanchino, arrivano le conferme del patron di Suning Zhang Jindong che fa sapere: “Vogliamo che per i tifosi dell’Inter San Siro diventi lo stadio dei sogni. Poter disporre di un impianto moderno e dotato dei migliori servizi è un elemento chiave per il club, per accogliere i nostri fan e favorire così anche i risultati sportivi”. In conclusione Zhang Jindong ribadisce come l’impianto di gioco sia un pilastro cardine nel progetto a lungo termine del gruppo Suning, un fiore all’occchiello che è stato messo in programma fin da subito, come già ribadito più volte dal vice-presidente Javier Zanetti.

L’idea nerazzurra è quella di rendere San Siro un polo attrattivo 7 giorni su 7, con servizi che coinvolgano i cittadini milanesi e i turisti anche al di fuori della singola gara. Le attrazioni, i servizi, gli store, i negozi e i ristoranti (quindi la zona commerciale) verrebbe ubicata nella struttura adiacente all’Ippodromo che, tuttavia, sarà fronte di una trattativa con Snai che detiene l’intera area. A tutto questo va poi aggiunto la nebulosa situazione del Milan che promette di investire anch’egli sul restyling di San Siro ma, per ora, è ancora alle prese con l’insediamento del gruppo cinese. Il tempo stringe e nelle ultime ore la pressione dell’Inter sul comune di Milano è stata forte, tanto da indurre il sindaco Sala a dare un ultimatum al Milan. Ancora qualche mese poi verrà presa una decisione. Con o senza Milan.

Inutile negare che, a conti fatti, nè Inter nè Milan avrebbero un grande guadagno a lungo termine nel dividere gli introiti del nuovo San Siro. Oltretutto le due proprietà cinesi vorrebbero uno stadio di proprietà, tutto per loro. Ma chi costruisce un nuovo stadio cede San Siro all’altro. Chi è pronto a farlo? Ovviamente nessuno dei due club, sarebbe come perdere il “definitivo derby”. Senza tenere conto dell’ingente risparmio nel rimodernizzare San Siro piuttosto che costruire un nuovo impianto.

Tutto questo crea un immobilismo che spazientisce e rallenta i progetti delle tre parti in causa (Comune, Inter e Milan).

Insieme o divisi, ma in fretta per favore.

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