Premier League, occhio alla difesa: ecco i nuovi leader delle big

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L’altra faccia della medaglia del miracolo Leicester, e se vogliamo anche dell’inatteso secondo posto del Tottenham, non può che evidenziare il fallimento di pressoché tutte le big di Premier League nella scorsa stagione. Scelte di mercato sbagliate, allenatori blasonati che hanno inaspettatamente perso la trebisonda e, fattore cruciale, una fragilità difensiva a tratti imbarazzante che non può assolutamente caratterizzare chi ambisce al titolo nazionale. Ecco perché in questa sessione di mercato diverse grandi hanno investito, o stanno cercando di investire, sul miglioramento delle rispettive retroguardie; andiamo a conoscere i nuovi baluardi ai quali i vali Guardiola, Mourinho e Klopp affidano buona parte delle loro ambizioni iridate.

Il più reclamizzato, e di gran lunga il più costoso, è sicuramente il nuovo numero 24 del Manchester City John Stones, passato dall’Everton ai Citizens per l’incredibile cifra di 55,5 milioni di euro, in linea con le valutazioni monstre solitamente attribuite ai giovani inglesi. Cresciuto calcisticamente nel Barnsley e trasferitosi all’Everton appena 19enne, Stones è diventato velocemente un punto fermo dei Toffees e nell’ultima stagione è stato uno dei migliori giovani della Premier League, guadagnandosi un posto nei 23 convocati di Hodgson per Euro 2016, dove non è mai sceso in campo; col senno di poi, il suo contributo sarebbe servito eccome alla nazionale dei tre leoni. Alto e longilineo (188cm x 70kg), Stones eccelle nel gioco aereo, è dotato di una discreta rapidità ed è abituato a impostare l’azione, qualità che ha spinto Guardiola a portarlo all’Etihad una volta constatata l’impossibilità di strappare Bonucci alla Juventus. Nelle prime due uscite con la maglia del City il centrale ha impressionato per personalità e decisione nelle giocate, meritandosi le lodi sperticate del portiere Caballero e dello stesso Guardiola. Certo è presto per dire se il ragazzo riuscirà a confermarsi su questi livelli; se così fosse, sull’altra sponda di Manchester hanno trovato il loro Ferdinand.

Mentre Pep si coccola Stones, il suo dirimpettaio José Mourinho può sorridere con altrettanta soddisfazione viste le prestazioni del coetaneo Eric Bailly, prelevato dal Villarreal per 38 milioni di euro. Ivoriano (ora anche nazionale) cresciuto nel vivaio dell’Espanyol, il centrale classe ’94 fino a un paio d’anni fa aveva giocato solamente in Segunda Division B con la squadra riserve dei biancoazzurri, con qualche sporadico scampolo di gara in prima squadra. L’esplosione di Bailly è storia recente, anzi, recentissima: il Villarreal lo acquista nel gennaio 2015 e il tecnico Marcelino ne intuisce subito le potenzialità, così dopo averlo testato a fine campionato lo lancia da titolare in maniera decisa sin dall’inizio della stagione 2015/16, venendo ripagato da un crescendo di prestazioni esaltanti. Ancor più di Stones, Bailly è un centrale rapido che eccelle nell’impostazione e nell’uscita palla al piede, e rispetto al britannico è decisamente più massiccio (187cm x 77 kg. L’ivoriano si è calato nella realtà della Premier League con una facilità impressionante, risultando il migliore in campo in una gara d’esordio delicata quale il Community Shield contro il Leicester e ben figurando anche nella prima di campionato col Bournemouth. La sua fisicità e la sua sicurezza hanno giovato anche al compagno di reparto Daley Blind, apparso meno incerto e fragile rispetto alla scorsa stagione.

La risposta di Jurgen Klopp e del suo Liverpool, forse la squadra che avrebbe più bisogno di un restyling del pacchetto arretrato, è stata quantomeno singolare: nessun nome altisonante, niente spese folli (riservate per altri ruoli), ma un buon mestierante del ruolo con la giusta dose d’esperienza e fame: parliamo di Ragnar Klavan, passato a sorpresa dall’Augsburg ai Reds per 5,5 milioni di euro, l’occasione della vita a 30 anni compiuti. Calciatore estone più costoso della storia, Klavan è salito alla ribalta in Eredivisie con le maglia di Heracles Almelo e AZ Alkmaar e nel 2012 è passato all’Augsburg, che con lui a guidare la retroguardia ha raggiunto la prima, storica qualificazione alle coppe europee. L’imprevedibile Klopp si è innamorato di lui ai tempi del Borussia, quando l’ha affrontato da avversario, e a chi si aspettava un rincalzo qualsiasi Jurgen ha risposto che, tra i tanti difensori sul mercato, ha scelto proprio Klavan per la sua intelligenza e capacità di aiutare i compagni. 186 cm x 76 kg, il centrale estone non è propriamente votato alla costruzione, ma fa dell’anticipo e della marcatura corpo a corpo i suoi punti di forza, caratteristiche che lo rendono decisamente adatto alla Premier League anche se nella prima uscita contro l’Arsenal non ha incantato. Dei tre, è sicuramente la scommessa più complicata; avrà ancora una volta ragione il Mago?

Non ha acquistato alcun centrale il Chelsea di Antonio Conte, che dopo aver inseguito invano il napoletano Koulibaly sembra aver deciso di affidarsi al collaudato trio Terry-Cahill-Zouma, mentre il fragile Arsenal visto nella prima uscita (vanno però ricordate le assenze di Mertesacker e Koscienly) sta premendo per ottenere Mustafi dal Valencia e restituirlo al ruolo di centrale difensivo. Menzione speciale per Tottenham e Leicester: immobili gli Spurs, che continuano ad affidarsi all’ottima coppia belga Alderweireld-Vertonghen, mentre le Foxes hanno deciso di puntare sul 27enne spagnolo ex Gijon Luis Hernandez, rivedibile all’esordio nella sconfitta contro l’Hull City.

 

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