Pellegrini, campionessa (non) di simpatia

ROME, ITALY - JUNE 14: Federica Pellegrini of Italy looks on after the women 400 m freestyle final during the Trofeo Settecolli Herbalife on June 14, 2012 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

 

Criticare Federica Pellegrini come atleta sarebbe da irrispettosi, ingenerosi e soprattutto vorrebbe dire non capire niente di sport. “Fede”, come la chiamano i suoi sostenitori, è entrata con pieno diritto nella storia del nuoto italiano e mondiale. Non sarà certo un quarto posto alle Olimpiadi di Rio, seppure nella sua specialità, a far cambiare opinione sulla campionessa veneta. Nemmeno il suo splendente palmares verrà intaccato, anche se forse due medaglie olimpiche sono un po’ pochine per un atleta del suo calibro.

Non ci interessano nemmeno i primati e le vittorie ottenute con i costumi speciali, quello che ci preme invece è analizzare il personaggio “Mafaldina88” (il suo nome su Twitter). Un personaggio sempre elogiato dai media e dai pubblicitari, con ricche sponsorizzazioni e una quantità spropositata di articoli e servizi sulla sua vita “privata”. Dalla sua fobia per l’acqua alta allo scippo alla rivale Manaudou di Luca Marin passando dalla pubblicità dei Pavesini e la storia d’amore con il medagliato olimpico Filippo Magnini la Pellegrini è sempre stata sulla cresta dell’onda mediatica. Quello che ci viene da domandarci però è: perché tutto questo clamore attorno alla nuotatrice italiana?

PellegriniSe si sbirciamo un po’ i social network, terra di facili critiche ed esaltazioni momentanee ma pur sempre portatori di opinioni “popolari”, si può capire che la campionessa veneta non è assolutamente amata come ci vogliono far credere. Soprattutto dopo il post pubblicato nel post gara, o meglio post delusione. Una cascata di parole con riflessioni personali più che naturali per una ragazza (perché non dimentichiamocelo, è di ciò che stiamo parlando) che si è allenata per 4 anni con un solo obiettivo: la medaglia. E’ normalissimo chiedersi se a 28 anni è giunto il momento di chiudere con il nuoto o andare avanti a sfidare le pimpanti ventenni in uno degli sport più faticosi al mondo.

Ma perché inserire scuse più o meno velate e ricercare continuamente alibi? Una giornata storta può capitare a tutti, la pressione può giocare brutti scherzi a chiunque, le avversarie possono essere più brave. Basterebbe un’analisi più lucida e matura di una persona che ha vinto quasi tutto quello che c’era da vincere e che è sempre stata protetta dai media nonostante un carattere che spesso le ha precluso degli obiettivi. Inoltre, uscire dalla vasca dopo le vittorie e fiondarsi davanti alle telecamere con una loquacità che in caso di fallimento si tramuta in mutismo e risposte acide a chi fa il suo dovere sono paragonabili ai larghi sorrisi e pose da modella in contrasto con le discussioni con i fotografi nei periodi di “crisi”.

La Pellegrini in questo modo non sarà mai amata dal pubblico, se non si rende conto che è un essere umano con limiti, fallimenti e soprattutto paure. Rispondere a chi le chiedeva se avesse avuto problemi di testa con: “Chi lo dice gli tiro un cazzotto” non è né da campione né da sportivo.

Il suo è un caso stranissimo perché, senza contare i soliti Bastian Contrari, chi ha avuto così tanto successo in uno sport è sempre stato ammirato e adorato dal pubblico italiano, capace storicamente di riempire cuori e donare energie insperate agli atleti nel momento del bisogno. Valentino Rossi, Roberto Baggio, Alberto Tomba, Tania Cagnotto, Valentina Vezzali e Stefano Baldini sono degli esempi di idoli delle folle ed eccellenti interpreti della propria disciplina. Tutti con caratteri differenti tra di loro, con vittorie esaltanti e tonfi clamorosi, ma sempre vicini al popolo italiano. Vincere, spesso, è riuscito bene a Federica Pellegrini, la speranza è che le riesca ancora e che le scappi pure qualche sorriso in più.

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