Nizza, non solo Balotelli: protagonisti e segreti della capolista in Ligue 1

Nizza Plea

Andando a scorrere le classifiche dei principali campionati europei, magari alla ricerca di sorprese col miracoloso Leicester di Ranieri ancora negli occhi, è impossibile non soffermarsi almeno per qualche attimo sulla Ligue 1 e, strabuzzando gli occhi, scoprire che il Paris Saint-Germain non è in testa al campionato con 10 punti di vantaggio sulle avversarie. A spodestare, almeno temporaneamente, i campioni di Francia è stato il Nizza, che guarda tutti dall’alto con 6 punti su Monaco e Psg, appaiati al secondo posto.

L’artefice di questo piccolo capolavoro risponde al nome di Lucien Favre, il tecnico svizzero che negli ultimi anni ha compiuto veri e propri miracoli, portando l’Hertha Berlino in Europa e soprattutto restituendo il Borussia Moenchengladbach alla sua dimensione di squadra di alta classifica in Bundesliga: Favre ha preso una squadra salvatasi per il rotto della cuffia e l’ha trasformata in un’ospite fissa delle competizioni europee, valorizzando talenti ora divenuti giocatori di caratura internazionale come ter Stegen e Reus e mettendo in piedi ogni anno una squadra altamente competitiva nonostante le cessioni dei pezzi pregiati. Arrivato a Nizza in estate, il santone elvetico ha visto partire gran parte dell’ossatura che nella stagione precedente aveva permesso alla squadra di raggiungere un insperato terzo posto: i due cugini Nampalys e Alexandre Mendy, l’attaccante Germain, il centrocampista Pied ma soprattutto Hatem Ben Arfa, vero ago della bilancia degli arancio-neri, accasatosi al Psg a parametro zero. Per rifondare la squadra Favre, assieme al dg Fournier, ha deciso di puntare sul solito manipolo di illustri sconosciuti e giocatori in cerca di rilancio, com’è abituato a fare, ma grazie alla disponibilità economica della proprietà cinese ha potuto costruire la sua rosa su una spina dorsale di giocatori di livello europeo: il centrale difensivo ex Bayern e Wolfsburg Dante, il trequartista Younes Belhanda, campione di Francia col Montpellier, e ovviamente Mario Balotelli, cestinato da Klopp a Liverpool. Gli arancio-neri sono partiti a riflettori spenti, con le vittorie di misura contro avversari non eccelsi come Rennes e Angers e il pari casalingo col Lilla, ma le successive vittorie roboanti contro Marsiglia, Lione e soprattutto Monaco, un perentorio 4-0 allo stadio Allianz Riviera, hanno proiettato il Nizza in cima alla classifica, mentre il Psg di Emery faticava a trovare una quadratura.

A inizio stagione Lucien Favre ha schierato il suo Nizza col 4-3-3, per poi virare sul 3-5-2 che gli permette di schierare tutti insieme i centrali difensivi di livello di cui dispone e di affiancare in avanti la rivelazione Pléa a Balotelli, primi marcatori della squadra in Ligue 1 rispettivamente con 7 e 6 gol.
Tra i pali il titolare indiscusso è il 22enne Yoan Cardinale, promosso lo scorso anno da Puel e confermato nella stagione in corso, portiere giovane ma affidabile, inspiegabilmente trascurato dalle selezioni giovanili francesi. Davanti a lui giostrano tre centrali di valore, che hanno fatto del Nizza la seconda miglior difesa della Ligue 1, con un solo gol subito in più del Psg: il capitano Baysse, riscattato dal Saint-Etienne, il già citato Dante, miglior giocatore del campionato per percentuale di passaggi riusciti, e Malang Sarr, per il quale vale la pena spendere due parole. Questo ragazzo di 17 anni (!) è la vera e propria scommessa vinta di Favre, che l’ha promosso in prima squadra e lanciato nell’11 titolare sin dalla prima partita, nella quale ha realizzato la rete decisiva, esultando tra le lacrime e dedicando il gol alle vittime della strage di Nizza avvenuta un mese prima. 182 cm x 73 kg, Sarr è già tra i migliori difensori del campionato per rendimento, continuando così le porte delle big europee e della nazionale francese non tarderanno a spalancarsi. Sulle corsie esterne giostrano due terzini veri e propri, il brasiliano Dalbert a sinistra e il portoghese Ricardo Pereira, in prestito dal Porto, a destra. L’esterno destro di origini capoverdiane è anche uomo in più in fase offensiva, ed è tra i migliori della squadra per assist e key pass.

A centrocampo il faro della squadra, pur giostrando nella posizione di mezzala, è il 25enne ivoriano Jean Michel Seri, che è per il Nizza ciò che Mahrez è stato per il Leicester, al netto del diverso ruolo in campo. Seri è il miglior assistman della Ligue 1, davanti a Di Maria e a tutti gli altri alieni del Psg, e svetta anche nelle Top 10 per quanto riguarda key pass, passaggi filtranti e numero di passaggi a partita. Un exploit clamoroso per il centrocampista africano, già arrivato due stagioni fa dal Paços De Ferreira per appena un milione di euro e subito inseritosi ottimamente: non ci sarà da stupirsi se a fine stagione varrà 20 volte tanto. Davanti alla difesa troviamo uno tra Koziello, classe ’95 promosso dal Nizza B lo scorso anno, e l’esperto Bodmer, mentre l’altra mezzala è il franco-guadalupense Wylan Cyprien, arrivato dal Metz e subito protagonista con 4 gol e 2 assist in 11 partite: Un discorso a parte lo merita Younes Belhanda: originariamente trequartista, impiegabile anche da ala, il marocchino in prestito dalla Dinamo Kiev trova spazio soprattutto da esterno alto in caso di 4-3-3, mentre col 3-5-2 viene spostato più avanti come seconda punta, dovendo però fronteggiare la concorrenza dei titolarissimi Balotelli e Pléa.

Già, Alassane Pléa, un altro per il quale vale la pena scomodare l’appellativo di “rivelazione” alla pari di Sarr e Seri: partito come riserva di Balotelli, il franco-maliano classe ’93 ha saputo sfruttare al meglio gli spazi creatisi grazie al cambio di modulo e ai problemi fisici dell’ex Milan e Inter, convincendo tutti con 7 reti nelle prime 11 giornate, score della stagione precedente già superato, con la media di quasi un gol ogni 90′. Rapido e opportunista, Plèa si sposa alla perfezione con il più potente e tecnico Balotelli, che ha impiegato ben poco per prendersi il Nizza: arrivato in Francia alla quarta giornata, Mario ha segnato 6 gol in 5 partite, uno ogni 70 minuti, ripagando la fiducia del presidente Riviere che aveva puntato tutto sul suo rilancio. Servirà il miglior Balotelli per guidare il già ottimo Nizza verso un traguardo che avrebbe tutti i crismi dell’impresa titanica, un moderno Davide capace di intimorire, e magari battere, il potentissimo Golia.

 

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