Nuovo Milan di Montella, che sorpresa!

Gli occhi di molti dopo queste prime sette giornate di campionato sono fissi sul primo allungo della Juventus sulle dirette inseguitrici, ma dopo un’analisi attenta e ponderata, uno sguardo non può non strapparlo questo nuovo Milan di Vincenzo Montella. I rossoneri attualmente sono nel gruppone delle terze in classifica a solo un punto dal Napoli secondo, ma questo non è il dato su cui focalizzarsi perché il campionato con le sue 31 giornate ancora da giocare difficilmente darà ai rossoneri la possibilità di rimanere così in alto da poter ambire alla qualificazione alla Champions League della prossima stagione: il punto da analizzare è il paragone con la scorsa stagione quando la rosa a disposizione di Mihajlovic era praticamente la medesima di quella di cui usufruisce Montella visto che il mercato dei rossoneri è stato praticamente inesistente o non così importante come quello delle altre squadre di prima e seconda fascia della Serie A.

Con un medesimo modulo di gioco, il 4-3-3, Montella sta raccogliendo risultati migliori del suo predecessore e anche il gioco inizia ad intravvedersi, sebbene le lacune rimangano. I numeri sono chiari: 4 punti in più nelle prime sette giornate di campionato, 4 gol fatti in più rispetto alla passata stagione e 3 subiti in meno; striscia positiva di 4 gare per arrivare alla seconda sosta del 2016 mentre nello stesso periodo dell’anno scorso i rossoneri di Mihajlovic si fermavano per ben due volte consecutivamente vittime di Genoa e Napoli. Qualcuno potrà obiettare che l’anno scorso ci fu anche il derby nel mezzo, ma è emblematico come il Milan sia riuscito a strappare un punto alla Fiorentina cosa che non riuscì a fare in nessuno dei 3 scontri diretti della passata stagione e se al punto con la Fiorentina aggiungiamo la vittoria con il Sassuolo i punti nei 3 scontri diretti contro squadre attualmente in Europa il bilancio recita 4 punti su 9 disponibili.

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Proprio dall’ultima gara con il Sassuolo bisogna ripartire per analizzare nel dettaglio quali siano le migliorie tattiche apportate a questo Milan da Vincenzo Montella. Il tecnico campano è riuscito a dare un’identità chiara a questa squadra, un’identità arcinota per le squadre di Montella che però poteva apparire difficile da forgiare attorno ad una squadra in cui latitano i piedi buoni in mezzo al campo: con il lavoro svolto nei due mesi di preparazione l’ex allenatore di Fiorentina e Samp è riuscito a dare una nuova veste tattica al suo gioco e per farlo risulta indispensabile il ruolo di Niang e Suso, ancor più di quello di Bacca. I due che l’anno scorso erano poco più che reietti tanto da finire esiliati al Genoa di Gasperini, quest’anno sono fondamentali nella manovra rossonera in cui ancora stenta a decollare Bonaventura, l’uomo in più della scorsa stagione (arriveremo anche a quello): Suso funge da playmaker avanzato, vista l’assenza di un regista vero e proprio sulla mediana, mentre Niang è colui che deve spaccare con la sua prepotenza fisica le difese avversarie. Lo spagnolo si adopera moltissimo per ricevere palla alle spalle di Bacca e Luiz Adriano prima e Niang poi per riuscire a tagliare in due la difesa di Di Francesco e la controprova sono i 2 passaggi chiave scaturiti dai piedi dell’ex Liverpool sui 52 palloni complessivamente toccati contro il Sassuoolo. Suso è colui che mediamente tiene di più la palla fra i piedi del tridente avanzato perché è l’unico con la visione di gioco necessaria per scardinare le retroguardie avversarie, ma se questo non dovesse essere sufficiente ecco allora che arriva il contributo di Niang. Dai più noto come alter-ego di Traoré o comunque come pessimo guidatore, il francese ha dato un contributo sensibile ai risultati del Milan in queste prime sette giornate di campionato non in termini di meri gol o assist, ma come miglior spalla per Carlos Bacca. In molti certamente avranno da ridire sul rigore concessogli, ma è innegabile come il Milan avesse una marcia in più dopo l’ingresso del 21enne di origini senegalesi. La sua velocità e la sua fisicità obbligano le difese avversarie quasi sempre al raddoppio aiutando a dare rapidità alla manovra rossonera, più volte tacciata di essere stantia: i due gol stagionali di Niang e i due assist uniti alle quasi due azioni pericolose garantite a partita fanno di lui come un elemento imprescindibile di questa rosa, al pari di Suso.

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Questo è merito di Montella sicuramente, ma non tutto è positivo. Per un attacco e una manovra che sembrano essere migliorati rispetto allo scorso anno, il bicchiere è sicuramente mezzo vuoto per ciò che concerne la fase difensiva. Di per sé il rendimento dei difensori non è poi così malvagio, salvo errori tecnici di alcuni di essi, ma quello che manca è il filtro sulla propria trequarti: il Milan concede troppo spesso agli avversari di arrivare in quella zona di campo a piena velocità perché o viene sbagliato il pressing o vengono persi troppi palloni in mezzo al terreno di gioco e questo è imputabile alla poca dimestichezza di alcuni di essi con il nuovo credo tattico di Montella: un centrocampo senza idee non può sopperire alle lacune che storicamente le squadre dell’ex Aeroplanino mostrano in fase difensiva e dunque i tanti palloni persi da Montolivo e Bonaventura o peggio ancora i tanti tocchi inutili in mezzo al campo che poco servono allo sviluppo della manovra generano moltissimi problemi al Milan in fase di ripartenza e molti dei gol di questa stagione sono arrivati proprio in questa maniera.

La pausa per le nazionali deve servire a Montella e a coloro i quali sono rimasti di lavorare su queste situazioni di gioco, sull’uscita della palla e sul mantenimento del possesso senza renderlo sterile e fine a se stesso, ma già ora il lavoro del tecnico lanciato da Pulvirenti nel calcio dei grandi può essere considerato positivo. Il Milan è prossimo al decollo, servono degli accorgimenti e più confidenza nel gioco, ma già nelle prossime tre gare contro Chievo. Juventus e Genoa sarà importante fare bene per non vanificare i progressi sin qui fatti.

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