Da Mazzarri a De Boer, cancellata l’era Mancini

Nel caso di Chievo-Inter di ieri sera non si può certo dire in favore dei nerazzurri “buona la prima”. Non c’è un solo colpevole, la squadra ha esordito nella prima sfida della Serie A 2016/2017 con poco mordente e cattiveria agonistica: cioè quello che servirebbe a una squadra per trionfare in un campionato difficilissimo come quello italiano. Il nuovo allenatore, De Boer, doveva rivoluzionare tatticamente la squadra per proporre un calcio mai visto a San Siro. Invece è parso un salto carpiato nel passato, quello targato Walter Mazzarri.
frank de boerIl principale artefice della disfatta nerazzurra non può che essere il nuovo allenatore: Frank De Boer.
Innanzitutto, è apparsa incomprensibile la scelta del modulo. Il 3-5-2 di mazzariana memoria è stato un fallimento totale: giocatori fuori ruolo (Danilo D’Ambrosio), fuori forma (Antonio Candreva) e isolati (Mauro Icardi) hanno fatto sì che Samir Handanovic raccogliesse due volte il pallone infondo alla rete. Sembra quasi che ci sia stato un salto temporale che abbia cancellato i circa 15 mesi di Roberto Mancini. (Ri)vedere Andrea Ranocchia nella difesa a 3, Gary Medel e Yuto Nagatomo nel centrocampo a 5 e Mauro Icardi che pareva un puntino lontano rispetto a tutto il resto della squadra è cosa nota per i tifosi dell’Inter. Del resto, fu un fallimento con Walter Mazzarri, difficile che potesse cambiare con Frank De Boer. Inspiegabile inoltre, la scelta di lasciare in panchina Ivan Perisic, il giocatore più in forma del precampionato e unico a mostrare un po’ di classe nel pre-season horror interista.

Il secondo imputato non poteva che essere Andrea Ranocchia, il perno difensivo su cui aveva deciso di puntare il tecnico toscano. Il difensore italiano ha deluso e molto contro i clivensi. L’ex Bari, esiliato alla Sampdoria negli ultimi mesi proprio per volere di Mancini, ha fallito l’ennesima possibilità di rinascita e resurrezione. Schierato da De Boer nella sciagurata difesa a 3, ha fatto male, anzi, malissimo. Per dovere di cronaca bisogna sottolineare con il pennarello rosso (come faceva la mia maestra) che i suoi compagni di squadra e in particolare di reparto non hanno fatto molto meglio di lui. Ranocchia però, ha mostrato ancora una volta i suoi limiti. Giocare con così poca cattiveria agonistica non può essere accettato se si gioca a tal livello. Inoltre, Andrea ha commesso errori grossolani, che sembrano aver origine dalla poca concentrazione e dalla pochissima autostima che sembra possedere. Lanciare il giovane Yao, arretrare Medel in difesa, giocare con la difesa a 4 schierando D’Ambrosio centrale: le opportunità per far scendere in campo una formazione diversa c’erano tutte.

Maurito IcardiIl terzo e ultimo colpevole (in realtà ce ne sarebbe altri, come Nagatomo e la società), è Mauro Icardi. Capitano e “simbolo” dell’Inter. L’attaccante argentino è apparso fuori condizione e soprattutto isolato dal resto della squadra. Zero tiri, pochi palloni toccati e tante delusioni. Questo è il bottino dell’assistito di Wanda Nara nel match Chievo-Inter. Troppo poco per chi ha insistito per tutta l’estate per farsi aumentare l’ingaggio, minacciando fughe dalla squadra che ha creduto in lui più di ogni altra. Insomma, non ci siamo proprio: Maurito con Mancini aveva imparato a fare sponde e “venirsi a prendere il pallone”, ieri tutto ciò non si è visto.

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