Le 7 vite di Manolo

Il destino è davvero strano a volte. Qualcuno lo definisce addirittura beffardo. Sembra concederti possibilità uniche. Te le fa scomparire quando ti senti pronto a coglierle. E poi, come se ancora non fosse stanco di giocare coi tuoi nervi e le tue aspirazioni, ti ripropone l’occasione della vita. Questo, e molto altro, è ciò che è accaduto a Manolo Gabbiadini.
Da ricambio ideale, a giovane cui concedere il meritato spazio, ad ancora riserva di lusso. Così ha passato l’estate il numero 23 del Napoli, interessato spettatore della campagna acquisti di De Laurentiis in cui in meno di 2 mesi si è alzato dalla ideale panchina di Sarri per pochi giorni, il tempo che ala notizia del trasferimento alla Juve di Higuain seguisse quella dell’arrivo di Milik all’ombra del Vesuvio.
Vita dura quella dell’eterno secondo, di chi lavora e fatica, si vede riconosciuti i propri sforzi e i propri meriti, ma che comunque non ottiene ciò che vuole. Frustrante essere l’incompiuto per cui tutta italia tifa, un po’ perché sei bravo, un po’ perché fai quasi tenerezza. Ma quei tempi sono finiti. Ora Manolo è chiamato in prima linea nella trincea napoletana (insieme a Rog).

La pazienza è la virtù dei forti, e in molti casi ripaga. Ovvio, nessuno, tifoso azzurro o meno, sperava nell’infortunio di Arkadiusz. Ma il tempo è galantuomo e concede a tutti il proprio momento. Quello di Gabbiadini è finalmente giunto.
Non è la prima volta che prende sulle spalle la responsabilità di un intero reparto d”attacco di serie A. È stato così a Bergamo e Bologna, dove ha raggiunto livelli tali da guadgnarsi le attenzioni di Marotta. Ha fatto benissimo alla Samp, dove ha fatto innamorare il patron del Napoli. Che non ci ha pensato due volte a sborsare 11 milioni per portarsi in casa uno dei migliori talenti dellq sua generazione. Investimento importante, che non ha voluto disconoscere nemmeno questa estate, nemmeno davanti ai 25 milioni offerti dall’Everton. Segno che la fiducia in Manolo nell’ambiente c’è. Ora tocca a lui dimostrare di non essere solo un affascinante castello di belle speranze.

I commenti sono chiusi.