Inter, pro e contro della cessione di Icardi

Mauro Icardi Inter

 

“Icardi è incedibile” tuona a più riprese dalla dirigenza dell’Inter eppure non si chetano le voci di un possibile trasferimento al Napoli a cui sta lavorando notte e giorno la consorte-agente del nativo di Rosario. Questo bailamme, ovviamente, genera sensazioni contrastanti in chi osserva la vicenda dall’esterno spaccando l’opinione pubblica nei favorevoli alla cessione e nei contrari. Per questo motivo andiamo di seguito ad analizzare i pro e i contro di una eventuale partenza del bomber argentino all’ombra del Vesuvio.

I PRO

– Si tratterebbe di una plusvalenza pazzesca per le casse dell’Inter. Se venisse ceduto a 60 milioni l’Inter avrebbe una plusvalenza di 54 milioni di euro. Mica cotica, direbbe un fine dicitore francese. Già con questa cifra i nerazzurri potrebbero permettersi di agire sul mercato liberamente senza dove troppo pensare alle incombenze prescritte dal Fair Play Finanziario. Se a questo poi si aggiunge che con la partenza di Icardi si risparmierebbero circa 30 milioni dall’ingaggio il totale sfonderebbe il muro degli 80 milioni. Questi soldi potrebbero poi essere investiti su di un sostituto all’altezza o in altri reparti per puntellare maggiormente la rosa laddove serva (qualcuno ha detto centrocampo?).

– L’uscita di Icardi consentirebbe a giocatori come Jovetic ed Eder di trovare più spazio negli schemi di questa Inter in ruoli più prettamente congeniali e questo non può che giovare alla squadra intera, viste le difficoltà create dalla presenza di Icardi e dalla sua monodimensionalità in fase offensiva. E dare più spazio a Jovetic, visto anche il rendimento del montenegrino, potrebbe non essere necessariamente un male per questa squadra che ha bisogno di fantasia in ogni zona del campo.

– Dato da non sottovalutare: una cessione dell’argentino a quelle cifre consentirebbe all’Inter di resistere ad eventuali blitz per giocatori come Brozovic e Perisic il cui potenziale è indiscutibile, come quello di Icardi, e su cui gravano meno dubbi circa il rendimento attuale per la manovra della squadra. E visto il mercato italiano in cui tutte si indeboliscono, avere la possibilità di trattenere questi due giocatori è un considerevole upgrade rispetto alle avversarie dirette per il terzo e perché no, secondo posto finale.

– La dirigenza nerazzurra darebbe un segnale di forza clamoroso dimostrando di non cedere davanti ai ricatti di nessuno, nemmeno del capitano nonché giocatore copertina di questa squadra: l’Inter non è un pollaio dove chi comanda chi fa la voce più grossa, ma una squadra che mira ad avere stabilità economica per potersi rilanciare prepotentemente a livello nazionale ed internazionale e non cedere alle richieste del capitano, e della sua consorte, sarebbe un passo importantissimo. In questo modo tutti capirebbero che tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile.

– Questa pantomima, pardon telenovela, ha stufato i tifosi nerazzurri che potrebbero non identificarsi più nel proprio capitano. Le frizioni generate dalle continue uscite della signora Nara hanno portato all’esasperazione la tifoseria e vedere Icardi nuovamente in campo al Meazza con la fascia al braccio potrebbe non essere ben visto da gran parte del pubblico e dunque creerebbe ed amplificherebbe i malumori nell’ambiente. Vendere Icardi, adesso, dopo quanto è accaduto, sarebbe un giovamento anche a livello mentale per i nerazzurri e non solo a livello economico.

I CONTRO

Maurito Icardi– Si andrebbe a rinforzare una diretta concorrente, o comunque, le si toglierebbe l’annoso problema del sostituire Higuain. Un conto è lasciare il Napoli con questo grossissimo grattacapo da risolvere a poche settimane dall’inizio della stagione, un altro è consentire a Sarri & co. di poter lavorare tranquillamente sapendo di aver colmato il buco più grosso nella rosa attuale. Poi il rendimento dell’Icardi partenopeo non è dato saperlo, ma sicuramente darebbe più tranquillità ad un ambiente vicino al collasso emotivo in queste settimane.

– I tifosi nerazzurri potrebbero vedere di cattivo occhio l’operato della nuova proprietà. Vendere il giocatore più giovane e su cui si è sempre puntato nella prima campagna acquisti da proprietario dell’Inter potrebbe apparire agli occhi di molti come un segnale di debolezza e di poco attaccamento alla squadra, vista soltanto come un business da ingenti introiti.

– Trovare un sostituto dalle specifiche salariali di Icardi e dello stesso livello non è così immediato. Avere un giocatore da 20 gol a stagione e che prende 4 milioni circa all’anno non è così facile sul mercato attuale in cui chiunque è ipervalutato. Dunque trovare un centravanti dal rendimento personale sicuro come quello dell’argentino per cifre così basse rispetto al resto del mondo calcistico obbligherebbe ad un lavoraccio la dirigenza nerazzurra e, sicuramente, comporterebbe un rischio altissimo nel momento in cui la scommessa non fruttasse come sperato.

La scelta del “capitano” dopo l’era Zanetti. L’Inter dopo l’addio del “Tractor” scelse di dare la fascia ad Andrea Ranocchia per non cederlo e fargli capire quanto fosse centrale nel progetto nerazzurro. Tattica che si rivelò errata dopo le feroci critiche dei supporter e le pessime prestazioni in campo che portarono al trasferimento alla Sampdoria dello scorso gennaio. Per cedere Ranocchia, i dirigenti dell’Inter scelsero di togliergli i gradi di capitano e promuovere Mauro Icardi, probabilmente anche in questo caso per paura di una fuga da Appiano Gentile. Quindi la cessione di Maurito al Napoli sarebbe la seconda scelta sbagliata di una società che non ha dato il giusto peso ad uno dei ruoli più importanti in una squadra.

– Dulcis in fundo, si vivrebbe con la continua paura che Icardi possa esplodere da un momento all’altro in un’altra squadra e questo lacererebbe dall’interno il tifo nerazzurro. Già la scorsa stagione si è corso questo rischio con la cessione di Kovacic (meglio noto come Kovadona) e ha pagato buonissimi dividendi visto il suo scarso impegno nel Real Madrid, ma questa volta i rischi sarebbero maggiori e non tutti sarebbero disposti a tentare la sorte per il secondo anno consecutivo, nemmeno per una cifra ben più alta dei 60 milioni paventati in queste ore.

Insomma, la situazione Icardi è un grossissimo guazzabuglio, una matassa complicatissima da dipanare. Starà alla dirigenza nerazzurra valutare se il gioco vale la candela e dunque se cederlo può essere una scelta migliore rispetto a trattenerlo a Milano consapevoli dei rischi che si corrono così facendo. Una sola cosa mi sento di dire ad Ausilio & co.: buona fortuna, sono tanto felice di non essere nei vostri panni.

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