Inter-Juventus la giochiamo prima noi

Nel calcio conta la testa e la determinazione. Vero, verissimo, ma se fosse solo questo a contare anche la Longobarda di Oronzo Canà avrebbe potuto battersela con il Real Madrid dei Galacticos

Invece non è così.

Il calcio è principalmente tattica, sebbene adesso pare che questa sia secondaria. Il calcio è fatto di dettami che se rispettati possono aiutare a portare a casa il risultato: la testa è fondamentale in positivo per fare quel passo in più per diminuire il gap, ma con essa sola non si vince. Al contrario, senza la determinazione adatta si può perdere a prescindere dal modulo utilizzato.

Tutto questo inutile panegirico per provare a giocare in anticipo una delle gare più imprevedibili della Serie A, ossia Inter-Juventus. Entrambe arrivano da risultati non entusiasmanti per le proprie aspettative nella due giorni di competizioni europee e avranno subito una grossissima occasione per rifarsi. Buona parte della gara verrà decisa da come esse scenderanno in campo e come verrà chiesto loro di approcciare l’avversario tatticamente parlando.

Partiamo dai padroni di casa.

Lasciare alle spalle la gara contro l’Hapoel Be’er Sheva deve essere un obbligo, ma non basta solo questo. Frank de Boer deve necessariamente tornare al 4-2-3-1. Questa squadra è stata costruita per questo modulo e obbligatoriamente l’olandese, viste anche le condizioni fisiche di molti giocatori in rosa, non può allontanarsi da questa disposizione. In molti fra i tifosi interisti sperano soltanto di non prendere la cosiddetta goleada, ma a bocce ferme si può anche provare a vedere dove colpire la Juventus: giocando contro un 3-4-2-1 che poi analizzeremo nel dettaglio, l’obbligo per i nerazzurri ai fini di provarci è trattenere bassi i tornanti del centrocampo bianconero (verosimilmente Lichtsteiner e Alex Sandro). Soprattutto dal lato in cui attaccherà Candreva è necessaria una collaborazione efficace con il terzino che verosimilmente sarà Ansaldi. Dall’altra parte Nagatomo e Perisic dovranno fare lo stesso, ma il giapponese non avrà il compito obbligatorio di dare sempre e comunque la sovrapposizione perché Lichtsteiner è più “difensivo” di Alex Sandro e dunque per caratteristiche si abbassa moltissimo in fase di non possesso. Il fulcro del gioco sarà Banega, nessuna novità, ma necessario sarà l’apporto di Icardi e non perché l’argentino sia fuori forma.

Contro una difesa a 3 come quella della Juve in cui i due centrali esterni Barzagli e Chiellini provano sempre ad anticipare l’avversario consci di avere Bonucci alle spalle che copre, l’attaccante argentino deve essere abile a proteggere la palla per far salire i compagni e soprattutto deve essere più abile ad allontanare i centrali avversari dall’area di rigore per consentire agli esterni di prendere lo spazio lasciato libero e consentire a Banega di non essere aggredito troppo alto lasciando quindi l’Inter al buio.

Non solo attacco, ovviamente, l’Inter dovrà fronteggiare le bocche da fuoco bianconere e pertanto De Boer dovrebbe schierare la coppia centrale formata da Miranda e Medel. Nessun errore di battitura, proprio Gary Medel. Il cileno è decisamente uno dei migliori interpreti del ruolo in Sudamerica e poter giocare con al fianco Miranda potrebbe consentire all’Inter di giocare con maggiore fiducia nel reparto arretrato, consci del fatto che per superare questi due Higuain e Dybala dovrebbero fare molto di più della normale amministrazione.

Ricapitolando, De Boer dovrebbe, secondo noi, schierare un 4-2-3-1 con Handanovic fra i pali, Ansaldi, Miranda, Medel e Nagatomo sulla linea di difesa, Joao Mario e Kondogbia in mediana a tenere testa alla fisicità bianconera e Candreva, Banega e Perisic a supporto di Icardi.

Per quanto riguarda la Juventus abbiamo detto prima si dovrebbe trattare di 3-4-2-1 con Dybala e Pjanic liberi di agire in quella zona fra centrocampo e attacco: ovviamente l’argentino si spingerà di più, mentre il bosniaco farà di più il raccordo con la mediana, ma la sostanza non cambia. Posto che la difesa non si cambia in casa bianconera, sulle fasce Allegri non può permettersi di escludere Alex Sandro: vero, il brasiliano non è affidabilissimo in fase difensiva, ma mettere Evra vorrebbe dire schiacciarsi eccessivamente lasciando campo all’Inter.

E Allegri non può permetterselo.

In mediana spazio a Lemina e Khedira: il francese avrà il compito di fare da raccordo in fase di uscita della palla dalla difesa, ma soprattutto di marcatore quasi a uomo di Banega nel tentativo di non lasciargli ricevere palla, mentre Khedira dovrà tenere impegnati in fase difensiva i due mediani nerazzurri e sopratutto Joao Mario che, altrimenti, potrebbe rivelarsi letale. Davanti non si possono dare consigli a due come Higuain e Dybala perché la loro classe è superiore e la loro intelligenza altrettanto. Decisivo, però, sarà Pjanic: se il bosniaco, oltre a collegare i due reparti in fase offensiva, riuscirà in fase di non possesso a dare fastidio alla manovra dell’Inter allora la gara verrà incanalata su binari giusti per i bianconeri. A gara in corso per Allegri potrebbe rivelarsi importantissimo Marko Pjaca: la sua velocità e la sua classe sin qui ancora inespresse potrebbero essere una spina nel fianco per l’Inter che ha nelle fasce laterali difensive il proprio più grande punto debole di questa stagione.

Ecco come noi de Il Fuorigioco abbiamo giocato Inter-Juventus, ora tocca ai 22 in campo regalare spettacolo a prescindere da come si schiereranno in campo. Perché il Derby d’Italia va oltre lavagne tattiche e discussioni sui moduli, questa partita è molto di più. Anche se la tattica, comunque, conta tantissimo.

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