Dundalk FC, dalla contea d’Irlanda alla Champions

C’era una volta il calcio dei milionari, il calcio della camiseta blanca e dei presidenti amanti, disposti a spendere qualunque cifra per vedere le loro squadre trionfare. Poi è arrivato il 2016, e sono arrivate le favole. E abbiamo capito che la vittoria degli ultimi è ancora più esaltante delle magie tecniche dei primi del mondo. Con il pallone al piede ci siamo innamorati del Leicester, dell’Islanda e del Galles, del Sassuolo e del Crotone, e ora del Dundalk.

Il Dundalk Football club, in irlandese Cumann Peile Dhún Dealgan, è una squadra della contea di Dundalk, fondata nel 1903. I pantaloncini neri e la maglia bianca della divisa ufficiale danno origine al soprannome dei giocatori: The Lilywhites.

Una rosa da 900.000 euro (quello che Pogba guadagnerà in meno di un mese a Manchester), campione d’Irlanda da due anni consecutivi, dopo un digiuno di diciannove anni, la squadra di Stephen Kenny è approdata alle qualificazioni per la Champions League. E dopo il 3 a 0 al Bate Borisov nel terzo turno di ieri, ha guadagnato per la prima volta nella sua storia, l’accesso ai play off, ribaltando la sconfitta per 1-0 dell’andata. Doppietta di David McMillan, attaccante 27enne e ciliegina di Robert Benson.

Mare, colline verdi e nuvole basse. Nella home page della città, un video in timelapse mostra l’inconfondibile cielo d’Irlanda sopra Dundalk. Poco meno di 38.000 abitanti, a pochi metri dal confine con l’Irlanda del Nord, sorge sul guado più basso del fiume Castletown e si affaccia verso il porto di Liverpool. Cinquanta minuti di aereo separano le due città, la prima sconosciuta al calcio europeo, se non per una fugace apparizione nell’Europa League 2014-2015.

Oriel Park, casa del Dundalk Football Club

Oriel Park, casa del Dundalk Football Club

L’Oriel Park, casa del Dundalk, non è certo Anfield Road, ma dovremo farci l’abitudine. Il prossimo anno, in questo impianto da 4500 spettatori, solo 3000 posti a sedere, con l’erba artificiale, potrebbero arrivare le migliori squadre europee.

La Coppa del campioni è già andata in scena a Dundalk nel 1963, quando nella sfida del primo turno con lo Zurigo, è diventato il primo club irlandese a vincere una gara in trasferta in una competizione europea. Una vittoria inutile per il passaggio del turno, vista la sconfitta casalinga per 3-0.

Il miglior risultato continentale arriva nella stagione 1979-1980. E’ il 7 novembre quando a Dundalk arriva negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni il Celtic Glasgow.

Anche questa volta il passaggio del turno non arriva, ma l’evento rimane nella storia. Così scrisse il Glasgow Herald dopo quella partita:

“No one seemed to have told the collection of Irish bankers, butchers and company directors that they were not supposed to have a chance against the Scottish Champions: it was to be a picnic for Celtic and a goal feast for the fans. But brave Dundalk, with several players less than 100% fit, defied all the odds to and came so close to nearly pulling off an even greater shock”.

Ricordi da leggende irlandesi che i tifosi del Dundalk non vedo l’ora di rispolverare, aspettando il sorteggio dei play off e sperando, come disse in quell’eccitante 1979 il difensore Paddy Dunning al suo compagno Dermot Keely:

“stand on the edge of the box and pray!”.

Il sogno continua. E contro i gufi giocano le tre merle dello stemma della squadra, simbolo araldico utilizzato per rappresentare i nemici in battaglia. I tifosi che hanno già salvato la squadra nei momenti più duri della sua storia, ora vogliono tornare a raccontare le epiche gesta dei Lilywhites.

 

2 commenti su “Dundalk FC, dalla contea d’Irlanda alla Champions

    • Giammarco Bellotti il said:

      Grazie Rosanna, è quello che cerchiamo di fare e siamo contenti che apprezziate