Cosa facevamo mentre Rooney diventava un centrocampista

rooney-azione-inghilterra-marzo-2015-ifa

Qualcuno poco informato, avrà storto il naso nel vedere Wayne Rooney centrocampista nella formazione dell’Inghilterra contro la Russia. Il capitano arretrato a mezz’ala di qualità, ma anche sostanza, per dare spazio ai giocatori offensivi dell’Inghilterra nel primo match dei tre leoni ad Euro 2016. Per una volta però, non è il caso di accusare Roy Hodgson. Criticato in patria per questa ed altre scelte, come quella di mandare alla bandierina Harry Kane, il ct inglese questa volta non si è inventato niente di nuovo. Forse per questo il Mirror lo accusa di voler imitare a tutti i costi Louis Van Gaal. Ma pensare che sia stato l’allenatore olandese ad inventare il Rooney centrocampista è un falso storico. L’idea di arretrarlo, quando nessuno, nemmeno Wayne era pronto a questo, l’aveva già avuta un altro luminare del pallone.

Facciamo un passo indietro. Ottobre 2013. Le parole di Wayne dopo la fine dell’amore tra Manchester United e Alex Ferguson sanno di liberazione.

“Mi è stato detto che avrei dovuto essere più ‘centrocampista’ e la realtà è che non volevo tutto ciò”.

Il motivo era l’arrivo di Van Persie allo United, con il conseguente sacrificio di Rooney. Non la prima né l’ultima volta in cui al ragazzo di Liverpool è stato preferito un altro, lì davanti, nel club e in Nazionale, dove rimane il miglior marcatore di sempre con 51 gol in 109 partite. Come se la classe di Wayne, dopo anni di conferme, dovesse essere sempre messa alla prova proprio per la sua straordinaria duttilità. Questo almeno era quello che tutti, compreso Wayne, pensavano. Con l’arrivo di Moyes in casa United, si ristabiliscono i ruoli, in campo e fuori e Rooney torna a fare Rooney.

Ma appena un anno dopo, la storia si ripete. Boxing day 2014. Manchester United-Newcastle. A giustificare l’inedita coppia di centrocampo questa volta sono le assenze. Van Gaal schiera Carrick e Rooney in mediana. Finisce con due gol e un assist per il capitano. A pensarci oggi, non possiamo certo definirla una casualità. Poteva andare nello stesso modo contro la Russia. Ma un miracolo di Akinfeev con l’aiuto della traversa hanno tolto al 10 la gioia del gol.

Sarà per questo che i tifosi inglesi, già in primavera, avevano ufficialmente investito il capitano del nuovo ruolo da centrocampista. Le convincenti prestazioni contro l’Everton e il Bornemouth, nel finale di stagione, hanno portato in Francia un giocatore disponibile e convinto delle sue possibilità da mediano, con il gusto del gol di un grande attaccante.

Se poi dopo l’uscita di Rooney gli inglesi subiscono il gol del pareggio, il suo ruolo sembra diventato già indispensabile. Perché come ha dichiarato lo stesso Rooney, è normale che i più giovani abbiano bisogno dei consigli e della presenza dei giocatori di esperienza. Così come accadde a lui, appena 18enne, con Ryan Giggs, un mentore. E ora che è lui ad avere 30 anni, con la consueta maturità da capitano, il cambio di posizione per Wayne non è più solo un sacrificio, ma una risorsa:

“So che posso giocare in quel ruolo. Ho sempre osservato Scholes, perché credevo che un giorno sarebbe stato lì che avrei giocato ed è lì che mi vedo dalla prossima stagione”.

Certo avere dei buoni maestri è importante, ma non sempre ci si comporta da alunni straordinari. E il Telegraph lo ha già scelto come sostituto di Carrick.

Nel 2013 ci abituavamo a vedere la Juve senza Del Piero, passavamo per il fallimento al Mondiale 2014, piangevamo per l’addio di Pirlo, Toni e Di Natale, infine pensavamo al rinnovo del contratto di Totti, ostinati e convinti che il suo posto fosse quello lì davanti, ancora una spanna sopra chiunque. Intanto Wayne Rooney cresceva, continuava a migliorare e si reinventava in un ruolo che ora ricopre con delle qualità su cui nessuno, tranne forse lui stesso, avrebbe veramente scommesso.

E se anche la “Bibbia” Wikipedia lo definisce così, non possiamo che arrenderci alla sua classe:

Wayne Rooney, 24 ottobre 1985, calciatore inglese, centrocampista o attaccante del Manchester United e della Nazionale inglese, delle quali è capitano.

 

 

I commenti sono chiusi.