Capire la Provincia

Pro Patria Busto Arsizio

 

 

Pro Patria, camini e dilettantismo

Nella testa di chi scrive la provincia è un posto dove fa buio prima, persino d’estate. È un posto dove il camino serve più che in altri luoghi. È un posto dove gli affetti si amplificano oltre ogni limite, fino a farti sentire sempre a casa, ma anche farti sanguinare le orecchie. La provincia, nella testa di chi scrive, è un posto di fantasia che però esiste davvero, un ossimoro nel quale perdersi e dimenticarsi chi si è davvero. In provincia, sempre nella dannata testa di chi scrive, abitano le sirene di Ulisse, magnifiche e temibili gemme del Mediterraneo.

Per questo tutto quello che ruota attorno a questo mondo è avvolto da un alone di magico mistero: le persone, i luoghi nei quali si cresce e si diventa adulti,  le case, le scuole, i bar, le squadre di pallone. Le squadre di pallone, sì. Perché le squadre di pallone sono una specie di cassetto in cui la gente ripone sciarpe, gagliardetti e sogni con la certezza di ritrovarli ogni domenica, nello stesso posto. Con la certezza che nessuno gliele ruberà mai.

Pro PatriaLa Pro Patria è proprio questo. Il cassetto in cui Busto Arsizio accatasta tutto quello a cui tiene di più, comprese amarezze e delusioni, che altro non sono che cicatrici da contemplare e santificare. La Pro Patria è una donna che un tempo è stata regina. Una regina buona ed elegante, di quelle che tutti ammiravano per portamento e classe. Adesso però, la regina che fu è rannicchiata in un angolo della sua reggia e attende che la scure della serie D piombi lì, fra capo e collo. Perché per quanta retorica si sia in grado fare, per quanti proclami si possano gridare al cielo, la serie D è un inferno.

Nell’aria si respira aria lontana di ripescaggio in Lega Pro, vero, ma sarebbe l’ennesimo. Tutti a Busto nel profondo se lo augurano perché sono innamorati, ma  questi “tutti” sono gli stessi che sanno bene che forse non sarebbe la cosa migliore. Alla Pro Patria serve un cambiamento. E affinché qualcosa cambi, appunto, affinché il vento riprenda a soffiare verso lidi più sereni è necessario che ogni domenica si scaraventi quella palla in rete e si scali la classifica, come quando Toledo, Do Prado e Fofana aravano le aree di rigore avversarie. Questo è l’unico modo.

 

La provincia è quel posto in cui basta vincere un campionato per vivere di ricordi per sempre.

Vincilo Pro. Qualunque esso sia. La gente, davanti al focolare, non aspetta altro.

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