Io sono ancora qua…eh giá!


francesco totti

 

Nella società di oggi, avida di valori quanto ricca di mode effimere, pensare di dedicare la propria vita per un’attività, per una società,  rappresenta un’utopia. Non si salva nemmeno il calcio, che nell’era più social di sempre, accoglie sui campi verdi giovani appassionati volenterosi di vedere il proprio nome sulle copertine dei giornali di gossip piuttosto che inciso su un qualunque trofeo. La fama prima della fame, quella di vittorie. I soldi prima del pallone, il successo fuori prima che dentro il campo. Un calcio povere di bandiere, quindi. Ma non ditelo a Roma. Soprattutto, non ditelo oggi.

27 settembre 1976. A Roma, Fiorella Totti dà alla luce suo figlio Francesco, primogenito della donna e di suo marito Enzo. Sembra un giorno come tanti,  un bambino come tanti. E invece si rivelerà un giorno da consegnare agli annali, un bambino che segnerà per la storia (calcistica e non) della città eterna. Il piccolo Francesco infatti dimostra fin dalla tenera età di avere un talento speciale: con il pallone tra i piedi fa letteralmente quello che vuole. Quando muovi i primi passi nel mondo calcistico in una città come Roma, in cui il tifo è assimilabile ad un credo religioso, la scelta della società con cui tentare la scalata ti può segnare la carriera, ti può cambiare la vita. La strada di Francesco, dopo la primavera della Lodigiani, sembra indirizzata verso la Lazio, ma un blitz dell’allora responsabile del settore giovanile della Roma, Gildo Giannini, fa approdare il giovane Totti alla sponda giallorossa del Tevere. Francesco accetta, volenteroso di farsi accudire dalla Lupa, per poi volare più in alto dell’Aquila. Qua conquista tutti fin da subito: la sua tecnica sopraffina, la sua elegante agilità, uniti a un carisma da leader, avvicinano immediatamente le attenzioni e i paragoni con i grandi del passato. Il primo a elogiarlo è Carletto Mazzone, che ne tesse le lodi quando Totti deve ancora iniziare a tessere la sua trama. Il filo giusto glielo offre un altro personaggio celebre della storia romanista: Vujadin Boškov lo fa esordire in serie A ad appena 16 anni, il 27 marzo 1993. E fu l’Inizio del mito. L’inizio di un matrimonio che tra alti e bassi, tra attimi passionali e violente litigate, resiste ormai da quasi un quarto di secolo. A discapito di chi Totti non lo ha mai potuto vedere, a discapito di chi lo avrebbe voluto vedere con la maglia della squadra cucita addosso. Perché uno come Totti molti lo attaccano, tanti lo criticano, ma tutti lo invidiano alla Roma. Compresi i cugini biancocelesti. E come biasimarli.

In un mondo del pallone pieno di talenti in rampa di lancio, Francesco tiene il passo coi più giovani, e spesso concede lezioni di calcio, con dei piedi ancora capaci di deliziare chi lo vede giocare. Alla faccia della carta d’identità, che da oggi dice 40 anni. E non possiamo fare altro che augurare tanti auguri a uno dei più grandi giocatori della storia del nostro calcio, al capitano che tutti vorrebbero avere. Auguri Francesco Totti!

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