Preziosi e Ferrero, il derby della Lanterna accende la Serie A

Enrico Preziosi e Massimo Ferrero. Storia di un derby che se ci si fermasse ai cognomi potremmo già immaginare il divertimento: giochi e cioccolata. Ma se il patron rossoblù è davvero il proprietario dell’azienda che ha reso felici milioni di bambini, quella del presidente sampdoriano, personaggio cinematografico, è solo un’omonimia con l’azienda dolciaria. Nomen omen dicevano i saggi latini. E così i presidenti più pazzi della Serie A si godono il primato della classifica insieme alla Juventus. Punteggio pieno dopo due giornate che forse non è solo una casualità. Il cuore caldo e l’amore appassionato per il football hanno acceso il derby della Lanterna fin dallo start del Campionato. Cessioni importanti, rapporti discussi e acquisti criticati. Una miscela che di solito nel calcio di solito regala voglia e determinazione.

Esattamente i pregi incarnati da Ivan Juric, scommessa, mica troppo, sulla panchina rossoblù. L’ex allenatore del Crotone dei miracoli ha già convinto nonostante la poca diplomazia delle sue interviste. Sarà anche per questo che Preziosi l’ha riportato a casa, dopo il suo passato da calciatore proprio a Genova. Il croato ha festeggiato la seconda vittoria stagionale contro il Crotone. Allo stadio Adriatico di Pescara (che ospita i calabresi) sono arrivati anche i primi gol di Pavoletti. L’attaccante, rivelazione della passata stagione, è rimasto a Genova dopo un lunghissimo calciomercato, che l’aveva visto vicino a Napoli e Fiorentina.

Dall’altra curva del Ferraris, l’esultanza dei tifosi è tutta per Luis Muriel, troppo spesso assente ingiustificato nella sua carriera, ma finalmente a segno alla prima giornata. Il colombiano è certo:

“Non sono mai stato così bene come ora alla Samp”,

pronto a fiorire, finalmente, dopo anni in cui ha alternato magie a infortuni.

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Così, ai nastri di partenza, le genovesi hanno bruciato tutti: Napoli, Roma, le rinnovate e orientali Inter e Milan. A conclusione del calciomercato, in pochi ci avrebbero scommesso. A guardare la lista di acquisti e cessioni si fa peccato. Una fila di perdite eccellenti: Ansaldi, Suso, Soriano, Correa solo per citarne alcune e decisioni contrastate: leggere la voce Antonio Cassano. Il presidente Ferrero, amante della cinematografia, ha fatto capire a Fantantonio che nella nuova Samp non avrebbe avuto più di un ruolo da comparsa. Il barese ha incassato e deciso di allenarsi, con la Primavera, pur di non lasciare la sua amata Genova. Anche lui, innamorato e fedele, nonostante la delusione. Così, a discapito di chi è andato via, sono arrivati a Genova Bruno Fernandes, Praet, Pavlovic e Cigarini, sponda blucerchiata, e Orban, Gentiletti, Ocampos e Gakpe, sponda rossoblù.

Non sarà certo solo per il basilico e la focaccia, probabilmente il Ferraris accende notti da sogno.
Le stesse notti che spera di vivere Marco Giampaolo, arrivato sulla panchina blucerchiata dopo una stagione all’Empoli. già innamorato dopo la prima casalinga:

“Lo stadio domenica era da pelle d’oca”

E a chi gli chiede del derby risponde:

“Capisco che significa. Anche dai tifosi che ogni tanto vengono a trovarci, ‘mister il derby’… Da amici che si prenotano “al derby vengo”. È una partita alla quale bisogna pensarci quando si gioca perché ti porta via tante energie.”

Per viverlo bisognerà attendere il 22 ottobre, stesso giorno in cui si sfideranno a San Siro Milan e Juventus. Forse solo una casualità, certo è che, per ora, sarebbe un derby d’alta classifica. E se ci pensate, da piccoli, ognuno di noi, a prescindere dalla fede calcistica, ha sempre avuto dentro qualche colore di Genova. Sampdoria o Genoa, come Sampras o Agassi, Beatles o Rolling Stones, Schumacher o Hakkinen. E oggi, Sampdoria o Genoa è anche e soprattutto Preziosi o Ferrero.

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